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Scritto da Lucia
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Venerdì 08 Gennaio 2010 19:46 |
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BEVIAMO ALLA SALUTE DEL LATTE CRUDO – Sciolti i dubbi al riguardo durante un incontro con gli esperti Finalmente un incontro alla Sala degli Archi di Rimini ha chiarito una importante questione: di cosa parliamo quando parliamo di latte crudo Martedì 12 gennaio alla Sala degli Archi di Rimini si è svolto l’atteso incontro sul latte crudo, organizzato dal RiGAS con la presenza di alcuni qualificati relatori: la dottoressa Milena Libretto, Direttore Area Veterinaria AUSL di Rimini, la dottoressa Roberta Lodi, del CNR ISPA Centro Studi latte di Milano, e il signor Giuseppe Invernizzi, Direttore Consorzio Tutela latte crudo.
La sala era affollata sia da soci del gas, che da cittadini, tutti quanti spinti dal desiderio di chiarirsi le idee sulle proprietà e sulle insidie del latte crudo. Erano presenti anche tutti gli allevatori che hanno i propri distributori di latte sul territorio della provincia di Rimini, alcuni dei quali, terminata la serata, hanno invitato il pubblico presente a visitare le proprie aziende per meglio rendersi conto della loro attività. I dubbi più importanti sono stati affrontati dal punto di vista igienico-sanitario, il che ha contribuito a sciogliere molte riserve e perplessità. Cerchiamo di riassumere per voi: • I nostri allevamenti sono da anni sotto controllo puntuale ed accurato da parte del servizio veterinario dell’AUSL ed hanno la qualifica di “ufficialmente indenne da tubercolosi e brucellosi”; la qualità del latte che ne deriva è elevata e questo ha consentito l’evoluzione della normativa che ha potuto prevedere la vendita del latte tal quale direttamente alla stalla o attraverso distributori atti a mantenere la temperatura idonea e costante; • Il consumo del latte crudo consente di apportare all’organismo tutte quelle sostanze (vitamine, enzimi ) che attraverso il trattamento termico verrebbero inattivate; • Va nondimeno considerato che essendo il latte un alimento “vivo” e ricco di nutrienti può veicolare microrganismi potenzialmente patogeni, perciò il consumatore deve essere informato dei rischi presenti e scegliere di conseguenza, in particolare per quanto riguarda anziani e bambini che più degli altri sono a rischio. • Gli allevatori garantiscono il controllo del latte attraverso prelievi mensili atti a verificare molti parametri come la carica batterica, i patogeni, le aflatossine. Il Consorzio Tutela latte crudo e il Centro Studi latte di Milano hanno proiettato una serie di diapositive allo scopo di illustrare le modalità di vendita presenti in Italia, nonché le proprietà organolettiche del latte crudo, verificate attraverso controlli microbiologici ripetuti e precisi. In sintesi, laddove il consumatore rispetti accuratamente la catena del freddo e le precauzioni d’uso che sono chiaramente in evidenza su ogni distributore (vale a dire: 3 giorni di scadenza, obbligo di bollitura), l’utilizzo abituale di latte crudo può essere considerato una valida risorsa in termini nutrizionali e di salute. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Febbraio 2010 10:52 |
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Scritto da Lucia
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Mercoledì 17 Febbraio 2010 17:26 |
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L’ACQUA E’ UN BENE COMUNE – Appello agli Enti locali per la modifica degli statuti comunali Il GAS - Gruppo d’acquisto solidale di Rimini - condivide le finalità del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, ed in particolare: conferma che il diritto all’accesso all’acqua è un diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e che l’acqua è un bene comune pubblico; ribadisce il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; riconosce che la gestione del servizio idrico è un servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini; promuove la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini alle scelte fondamentali relative alle politiche di tutela dell’acqua e di gestione del servizio idrico integrato. A tal proposito: sollecita gli Enti Locali affinché si riapproprino della potestà sulla gestione dell’acqua, dato che lo strumento legalmente disponibile in sede alle amministrazioni locali per la tutela del bene è la modifica dello Statuto Comunale; invita il Sindaco del Comune … a farsi promotore della modifica dello statuto del comune includendo la gestione del servizio idrico integrato tra i servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini. Questi percorsi di mobilitazione sono fattibili, così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale della regione Abruzzo e della Regione Puglia, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali nel resto d’Italia, da ultimo quello di Venezia, nonché dalla formazione del Coordinamento Nazionale "Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico". Gestione pubblica, contenimento dei costi ed efficienza del servizio pubblico possono coesistere! |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Febbraio 2010 10:55 |
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“CERCA LA ROTTA” PER INVENTARE UNA NUOVA ECONOMIA |
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Scritto da Lucia
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Lunedì 30 Novembre 2009 12:09 |
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In rete il dibattito aperto da Franco Gesualdi e il Centro Nuovo Modello di Sviluppo Costruire piu' equi rapporti nord sud, difendere i diritti a livello globale, impegnarsi per un'economia equa e sostenibile a partire dalla nostra quotidianita'. La campagna “Cerca la rotta”, proposta dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, si fonda sul principio che senza un modello di sviluppo non ha senso fare politica giorno per giorno. La campagna si rivolge a tutti coloro che in Italia si sono impegnati nei Gas, nei Bilanci di Giustizia, nelle associazioni ecologiste, o ancora che si occupano di diritti umani, in generale a tutti quelli che ritengono di star assistendo, oltre che ad una crisi economica, anche ad una crisi ambientale e sociale. L'idea di Franco Gesualdi, coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, è che non basti proporre idee che si impegnano a ridurre o migliorare i consumi e la produzione: finché il motore della produzione rimane il mercato,l'arresto della crescita rischia di provocare seri contraccolpi sociali. Tant’è vero che le idee di decrescita sono spesso contrastate da partiti di sinistra e sindacati, giustamente preoccupati di come andranno a finire i posti di lavoro che la diminuzione di produzione porterà. Deve essere possibile coniugare una economia meno vorace di risorse e di consumi con la piena occupazione, ma perché questo avvenga occorre prima di tutto che nasca in tutti noi l’idea che ciò possa essere realizzabile. E’ importante iniziare a porci questi problemi, perchè se non saremo noi cittadini a imporre nuove rotte, non sarà certo il mondo del mercato e dell'economia a imporsi una battuta d’arresto. L’economia che dobbiamo inventarci non comporterà solo piccoli ritocchi come la diminuzione del nostro livello di consumi, ma una radicale trasformazione del nostro modo di vedere e vivere il lavoro, i consumi, il tempo libero.... Ma prima ancora di questo, dobbiamo farci una domanda fondamentale: quale Stato vogliamo? Quale ruolo vogliamo attribuirgli nei confronti del lavoro e dell'economia in generale? Quello che il Centro Nuovo Modello di Sviluppo ci chiede è di avviare un dibattito, di costituire gruppi di studio e di lavoro, di riallacciare una rete costituita da nodi che poi possano comunicare idee e progetti attraverso non solo i mezzi informatici, ma, in futuro, anche attraverso incontri regionali e nazionali. Per informazioni sulla campagna “Cerca la rotta”, è possibile consultare il sito del Centro Nuovo Modello Di Sviluppo http://www.cnms.it/ |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Febbraio 2010 13:34 |
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